Vortice mediterraneo al largo della Sicilia

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[Aggiornamento a cura di Giuseppe Marcello dell'Associazione AQ Caput Frigoris].

 

Fig1 - Il ciclone Apollo durante una delle fasi più intense di questa mattina nel canale infrarosso del satellite Meteosat-10 RSS di Eumetsat

Ed eccola, la fase più matura - raggiunta fino ad ora - dal ciclone Apollo (fig1 e 2). È la fase probabilmente più "tropicale" dalla sua genesi, con nubi torreggianti a circondare l'occhio centrale più o meno definito, a tradire il cuore caldo del sistema, perfettamente in fase (isoipse e isoterme parallele) e sostenuto in media troposfera dal calore latente liberato dalla condensazione innescata dalla convergenza negli strati più bassi.

Fig.2 - Il ciclone Apollo durante una delle fasi più intense in tarda mattinata

È la fase dove il ciclone più si avvicina ad un sistema autosufficiente, non più alimentato dal fronte occluso (sovrapposizione di fronte freddo e fronte caldo), che pure è stato presente in gran parte della sua vita (fig3), ma che trae la linfa per lo sviluppo delle nubi temporalesche dai moti convettivi presenti all'interno del ciclone stesso.

 
 
 
Fig. 3 - Fronte occluso rappresentato su mappe "Fax Bracknell" relative ad una fase della vita del ciclone
 
 
 
Il ciclone attualmente presenta un minimo di bassa pressione stimato intorno ai 1003hpa, dopo aver toccato questa mattina un picco di 999.4hpa e ventilazione che, nella notte, ha raggiunto i 100kmh con raffiche anche superiori (fonte: Pretemp - Previsione Temporali).
È utile fare chiarezza sulle caratteristiche precedentemente assunte dal ciclone, precisando che solo nelle ultime ore il processo di "tropicalizzazione" sembra essere presente, e non da diversi giorni, come gran parte dei siti "acchiappaclick" e qualche tg o quotidiano nazionale ha sostenuto con una narrazione irresponsabile e fuorviante (nei giorni scorsi abbiamo osservato un ciclone extratropicale occluso con caratteristiche, a tratti, simmetriche).
La complessità di quanto accaduto è insita nella vita stessa del ciclone, nato come comune ciclone extratropicale in ambiente subtropicale che ha raggiunto la sua acme proprio in queste ore, come dimostrano le ultime emissioni del modello Gfs rappresentate su diagrammi di Hart (fig.4 e 5).
Fig. 4 - Diagramma di Hart con parametri di vento termico e simmetria in bassa troposfera. Notare il posizionamento del ciclone rilevato da Gfs al momento dell'emissione (C) nel riquadro Symmetric Warm-Core (cuore caldo simmetrico)
Fig.5 - Diagramma di Hart con parametri di vento termico in alta troposfera. Notare il posizionamento del ciclone rilevato da Gfs al momento dell'emissione (C) nel riquadro Moderate ad indicare un cuore caldo anche alle quote maggiori
Due parole infine sul rapporto di questi fenomeni con i cambiamenti climatici correnti.
Sistemi che mostrano un'inclinazione più tropicale nel mediterraneo sono comunemente documentati dagli anni 60. Se ne contano in media 1,51 all'anno (Cavicchia et al. 2013; Zhang et al. 2020), ma essendo un calcolo statistico, non indica l'effettiva formazione di 1,51 "medicanes" durante l'anno ma la loro distribuzione in virtù di studi effettuati in un preciso arco temporale. Recenti studi dimostrano che in futuro, a causa dei cambiamenti climatici, questi fenomeni potrebbero addirittura incontrare una diminuzione nel numero di eventi (Tous et al., 2015), il tutto, secondo una personale interpretazione, probabilmente a causa di una progressivo indebolimento degli scambi meridiani - di cui spesso sperimentiamo gli effetti dalle nostre parti - e quindi di minori occasioni di instaurare un gradiente termico verticale necessario allo sviluppo di questi fenomeni. Tuttavia, qualora riuscissero a formarsi, potrebbero assumere una maggiore intensità perché necessitano di anomalie termiche maggiori (Cavicchia et al., 2014, Romero & Emanuel, 2015).
Sul ciclone di questi giorni lasciamo agli esperti della materia un giudizio e un'analisi su una eventuale interazione dei cambiamenti climatici con la genesi e l'intensità del fenomeno.
Concludo riservando due righe sulla bellezza della meteorologia.
Quello che stiamo osservando è il risultato di un processo fatto di combinazioni dal tempismo perfetto su scala sinottica, supportate da processi termodinamici apparentemente "fortuiti" ma che compongono un ampio mosaico fatto di tante tessere sapientemente sistemate da mani molto abili. Abbiamo assistito e stiamo assistendo allo spettacolo della natura, con tutte le sue sfaccettature, molte volte controverse e tragiche, visti i danni e le vittime che è in grado di causare, ma anche affascinante nella comprensione dei suoi meccanismi, spesso più imprevedibili di quanto abituati comunemente a credere, perché, vale la pena ricordarlo, la meteorologia non è una scienza esatta, ma nulla, in
atmosfera, accade senza una ragione.
 
Approfondimenti e spunti presenti nel post provengono dal webinario organizzato dal Cetemps e dall'Università degli Studi dell'Aquila in data 21/05/2020, dal titolo "Cicloni con caratteristiche tropicali nel Mediterraneo (Medicanes)", che ha visto la partecipazione di Marcello Miglietta, tra i massimi esperti di questi fenomeni.
Per chi volesse approfondire l'argomento, il webinario è ancora disponibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=wnMKvLv0GLk&t=1679s
 
- Giuseppe Marcello, Meteo AQ Caput Frigoris
 
 
 
CREDITS:
Eumetsat - fig1, il ciclone apollo immortalato questa mattina dal satellite Meteosat-10 RSS
https://rammb-slider.cira.colostate.edu/ - fig2, il ciclone Apollo immortalato in tarda mattinata dal satellite Meteosat-11
UKMO (Uk Met-Office) - fig3, fronte occluso intorno al minimo di bassa pressione durante una fase di vita del ciclone
http://moe.met.fsu.edu/cyclonephase/ - fig.4 e 5, diagrammi di Hart secondo i dati del modello americano Gfs 06z